Intimissimi lancia #iamastory, io lancio #iamMYstory

C’è un’epidemia che dilaga nel mondo dei brand, un’epidemia che colpisce la fase di realizzazione delle idee creative. Ultimamente in giro è tutto un tripudio di buone intuizioni realizzate male, idee che prese da sole e comunicate semplicemente senza troppe complicazioni, sarebbero anche vincenti. Solo che poi si vuole aggiungere qualcosa e subito succede il patatrac.

Accade che Intimissimi sta cercando il nuovo volto per le sue campagne pubblicitarie e tramite un video sulla propria pagina Facebook ha lanciato un appello a tutte le ragazze: fotografatevi, fatevi un video e postatelo con l’hashtag ufficiale del social casting, #iamastory, il prossimo volto potrebbe essere una di voi.

Il video è questo:

 

Carina l’idea, già vista, ma carina. Solo che per un attimo viene il sospetto che quel “studiavo fisica, poi sono stata notata sui social media ed eccomi qui” sembra sia stato messo apposta per farci indignare, per spingere le persone a parlare della campagna, anche se da un punto di vista non proprio positivo. Insomma il classico vecchio “Purché se ne parli” che sappiamo tutti essere fuori moda. Sui social, ovviamente, le ragazze hanno risposto indignate, anche se pare che qualche commento sia stato prontamente cancellato.

È difficile credere che il reparto creativo che ha partorito questo video non abbia pensato neanche per un attimo che il sottomessaggio sarebbe potuto essere: “questa ragazza studiava, ma poi le hanno detto che è bella, ha capito che non serviva istruirsi e quindi eccola qui”. Mi chiedo se il video avrebbe avuto lo stesso effetto anche senza quel “Studiavo fisica, ma visto che sono bella…”. In piedi o no, a noi arriva un messaggio sbagliato.

Non sto urlando al fail e non sto urlando al sessismo. Mi dispiace solo che si mandino messaggi brutti e fraintendibili nell’etere senza minimamente cercare di avere un ruolo responsabile in questo dialogo con le giovani donne.

Sapete che c’è? Che ho lanciato un mio hashtag su Instagram, un motto che, badate bene, non va contro #iamstory di Intimissimi ma vuole dare un altro messaggio.
L’hashtag è #iamMYstory e lo spiego così:

@intimissimiofficial #iamastory Mi chiamo Licia e vivo a Bologna. Il mio sogno era quello di diventare una copywriter. Per raggiungere questo obiettivo ho studiato Scienze della Comunicazione all’Università e mi sono laureata con un bellissimo voto. Quel giorno i miei genitori erano commossi per l’orgoglio e hanno riso parecchio per la felicità. Poi un giorno un mio amico, che fa il fotografo, mi ha notato sui social e mi ha chiesto se avevo mai pensato di lavorare come modella per un hair stylist per via dei miei capelli splendidi… Adesso eccomi qui, alla scrivania, con gli occhialoni in testa e i capelli spettinati ma sempre belli, col mio computer, a lavorare. Già, perché poi al mio amico quella volta risposi “Ma sai, il mio sogno era di fare la copywriter, ho studiato e lavorato sodo per questo, non posso mollare solo perché mi hai fatto un complimento”.
Il succo qual è? Che avere un sogno o un progetto è una cosa seria e bisognerebbe mandare un messaggio diverso: sii la TUA storia, non quella che ti suggeriscono di essere. Questa non è una protesta contro Intimissimi, volevo solo raccontare alle ragazze il mio finale della storia. #iamastory #iamMYstory

Una foto pubblicata da appartamento67 (@appartamento67) in data:

Se anche voi avete avuto un finale felice e coerente con i vostri progetti e non vi siete fatti distrarre da un complimento fatevi una foto e taggatela anche voi con gli hashtag #iamMYstory e #iamastory. Non stiamo protestando contro nessuno, stiamo solo raccontando che nel mondo femminile ci sono tanti finali felici, tante storie belle di donne che hanno raggiunto i loro obiettivi fantastici. Anche se non sono modelle.

6 thoughts on “Intimissimi lancia #iamastory, io lancio #iamMYstory

  1. per me si può studiare sia fisica sia fare le modelle magari per pagarsi gli studi. Comunque si vede che preferiva fare la modella altrimenti mai avrebbe lasciato gli studi

    • Certo che può accadere Vlad. Ma questo lo spot non lo dice, non parla della possibilità di coesistere ma di una scelta: o lo studio o la moda. Il punto è questo.

  2. Molto bello il tuo post su istagram, mi piace molto la parte finale dove dici “sii la TUA storia, non quella che ti suggeriscono di essere. Questa non è una protesta contro Intimissimi, volevo solo raccontare alle ragazze il mio finale della storia. ” questo devono capirlo non solo le belle ragazze o i bei ragazzi, ma tutti.
    A volte i genitori sognano una storia per i figli, ecco non devi essere obbligatoriamente vivere la storia che loro sognavano per te.

    • Grazie! Quando i brand ci raccontano storie e queste storie non ci rispecchiano siamo tenuti a dirlo e ad esprimere il nostro punto di vista. Altrimenti diventiamo ricettori passivi di una comunicazione che non ci rispecchia ma che potrebbe influenzarci.

  3. Mai parole furono più’ azzeccate in un mondo in cui l’ apparire e l’ essere belli e sempre in perfetta forma fanno da padroni.purtroppo sono spesso i genitori ad avvicinare le proprie figlie verso questi ” mondi” fruttuosi solo per poco tempo.questo è’ il dramma.complimenti per il bel post!

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